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Friday, October 2, 2009

Kim Kardashian: meglio mora o bionda?



Quante volte vi siete trovate nella imbarazzante situazione di dover rispondere alla domanda “Come sto?”di un’amica che ha deciso di cambiare radicalmente look? Se ci si trova davanti ad un cambiamento positivo è facile rassicurare l’amica complimentandosi con lei per la scelta. Se viceversa trovate che il cambiamento sia stato decisamente un flop, ci si ritrova o a [...]

District 9, il governo nigeriano vuole vietarlo nelle sale



District 9

C’è grande attesa in Italia per il debutto di District 9, il film di fantascienza diretto da Neil Blomkamp, che pur essendo una produzione low budget, negli States ha superato già i 100 milioni di dollari.

La stessa cosa non si può dire che accada in Nigeria, dove il governo è addirittura intervenuto per fermare la distribuzione del film nella capitale! Il motivo è semplice: il film descrive i nigeriani come gangster e cannibali. Il ministro dell’informazione spiega:

Abbiamo richiesto che smettano di proiettare il film perché non siamo felici in quanto ritrae la Nigeria in cattiva luce.

Non solo: la Akunyili ha richiesto ufficialmente le scuse della Sony, alla quale ha chiesto di cambiare il nome del gangster nigeriano Obesandjo visto che assomiglia molto a quello dell’ex presidente Olusegun Obasanjo. Mentre si aspetta un commento ufficiale della Sony, i blogger e i critici nigeriani hanno creato una pagina di facebook, Nigerians Offended by District 9, per protestare.

Credo che la protesta possa essere condivisibile, in fondo se qualcuno si sente in qualche modo toccato o infastidito, ha il diritto di dimostrare il proprio dissenso. Mi chiedo, però: noi italiani, cosa dovremmo dire ogni volta che nei film veniamo definiti come mafiosi?

Fortunatamente la realtà e la fiction sono due cose differenti …



Thursday, October 1, 2009

La più famosa pornostar giapponese




Maria Ozawa è stat la prima attrice hard a comparire nuda in una scena a luci rosse andando contro le severa censura giapponese ed ora in rete il suo nome è tra i più cliccati...

Depilazione Definitiva? Ecco Perché Ce la Sogniamo (e Ci Teniamo i Peli)



Una ragazza si depila le gambe con il rasoio

L’estate è quasi al termine e come ogni anno mi trovo a riflettere sui problemi esistenziali di noi donne. Tra cellulite e abbronzatura, la depilazione assume un carattere primario durante la bella stagione.

Gambe e ascelle lisce e prive di qualsiasi peletto impertinente sono il must per mettersi in costume da bagno. E se contro la cellulite si può fare poco, la depilazione è praticamente una tappa obbligatoria (meglio ancora se semi definitiva).

C’è chi si affida alle mani dell’estetista per la ceretta, sfidando lunghe liste di attesa e prenotando con largo anticipo per avere un posto assicurato. E poi ci sono quelle che preferiscono il fai da te: Silk-épil, crema depilatoria, rasoio… Nella giungla della “depilazione do it yourself” ogni esigenza ha la sua soluzione.

Alt, stop, un momento: pensiamoci bene a questa storia dei peli superflui. Se i peli sono sempre esistiti e se è da millenni che ci si depila, perché non si sono indeboliti e non hanno ancora deciso di scomparire? Ma qualcuno non si può inventare la depilazione totale e definitiva sul serio?

Secondo me, in qualche laboratorio scientifico misterioso, la soluzione per eliminare il problema alla radice esiste. E probabilmente è anche semplicissima, come una pillola da inghiottire o un olietto miracoloso da spalmare. Insomma, se c’è chi si può rifare da capo a piedi con la chirurgia estetica, vuoi che l’epilazione non abbia fatto passi da gigante?

Ma ho come l’impressione che il segreto della vera depilazione definitiva non sarà mai divulgato: le aziende produttrici di prodotti per la depilazione sarebbero disposte a pagare miliardi per non far trapelare una scoperta così rivoluzionaria.

Quindi loro continueranno a guadagnare soldi a palate vendendoci prodotti per eliminare temporaneamente il problema (e facendoci spendere ancora di più per la depilazione laser che non funziona) e noi ci terremo i nostri peli, continuando a disperarci per la loro crescita impropria sul nostro corpo.

[Immagine]



Studio Aperto e la motosega




Un ritorno alla grandissima quello di Mario Giordano alla direzione di Studio Aperto.
...E dopo il tg di oggi, Studio Aperto potrebbe anche chiudere perchè tali vette difficilmente potranno essere eguagliate.
Leslie Nielsen o Mel Brooks potrebbero scervellarsi un anno intero
…


Sister Act 2, recensione



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La cantante in fuga e suora per forza Deloris Van Cartier è tornata al suo vecchio lavoro, dopo essersi salvata dal boss La Rocca torna sul palcoscenico e inizia una nuova e brillante carriera in quel di Las Vegas, quando durante uno spettacolo tra il pubblico Deloris riconosce tre volti familiari.

Il terzetto in questione formato da suor Maria Patrizia, suor Maria Roberta e suor Maria Lazzara, ha per le mani un gruppo di alunni di canto alquanto ribelli, c’e del talento, ma nessuna voglia di fare, cosi implorano Deloris di seguirle a San Francisco per occuparsi della nuova classe.

Deloris, che con le suo amiche del convento si è tolta qualche bella soddisfazione,  decide di aiutarle e di accettare la missione, così reindossate le vesti di suor Maria Claretta si ritrova a fare i conti con una classe indisciplinata e decisamente ostile.

Sembra che il sistema Deloris non basti a motivare le giovani promesse, così dopo aver scoperto che la scuola in grave crisi finanziaria sta per chiudere i battenti, suor Maria Claretta informa i ragazzi della situazione e li spinge a partecipare ad un concorso canoro che potrebbe salvare la scuola.

La simpatica e irrefrenebile Whoopi Goldberg  dopo Sister Act-una svitata in abito  da suora torna a vestire i panni della suora canterina, ma stavolta il risultato è meno brillante. Il film risente tra le altre cose della regia non proprio memorabile di Bill Duke cineasta di palese proveneinza televisiva, nulla a che vedere con il veterano del genere Emile Ardolino regista del primo episodio.

Il film strizza l’occhio al family-movie più classico, quindi di conseguenza più addomesticato dell’originale e naturalmente, visto il veloce ritorno sullo schermo, circa un anno dall’originale, il copione e stato sfornato in tempi record con tutte le deleterie conseguenze del caso.

Sister Act 2 comunque funziona a prescindere, grazie alla verve della protagonista ad un colonna sonora orecchiabile ed aggiornata per l’occasione e ad una  furba trama dal sicuro appeal che dieci anni dopo ritroveremo, con le dovute differenze, anche nel divertente School of Rock di Richard Linklater con protagonista un’altro comico di razza, l’attore Jack Black.



Lezioni di Trucco: Come Applicare l’Ombretto Compatto



Una donna bionda applica l'ombretto con un pennellinoDa piccola adoravo pasticciare con i trucchi di mia madre, specialmente ombretti, per creare look pazzi e colorati da cancellare con una passata di struccante. Chi non ha mai avuto questa passione?

Crescendo si fa un po’ lo stesso, sperimentando nuove tinte e sfumature per uno sguardo da favola. Ma per fare esperimenti di successo con l’ombretto, è essenziale conoscere bene le regole principali per l’applicazione di questo cosmetico.

Per esempio, sapevi che per applicare l’ombretto puoi usare le dita, i pennelli o le mini spugnette apposite? E hai mai sentito parlare del fatto che per un risultato perfetto è un must utilizzare tre tonalità di ombretto?

Questo e altro ancora nella lezione di trucco di oggi, dedicata a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’ombretto o a chi è già esperta ma vuole fare un ripasso.

Tutto dipende dalla formulazione dell’ombretto. Quello compatto in polvere si stende con le dita, con i pennelli o con le apposite spugnette, mentre per quanto riguarda gli ombretti in polvere libera, in crema o fluidi si utilizzando altre tecniche.

Oggi ci concentreremo sull’ombretto compatto in polvere, il più usato e il più semplice da applicare. Seguendo il video che vi propongo in questo articolo, elencherò tutte le fasi e il materiale occorrente per una perfetta applicazione.

Innanzitutto, è essenziale una base per l’ombretto: in commercio se ne trovano diverse, in crema, ma va bene anche un velo di cipria trasparente. Poi avete bisogno di un pennello per occhi, con la forma bombata e le setole morbide e compatte. Oltre a quello, è utile un pennellino per eyeliner per applicare l’ombretto sul contorno occhi in maniera precisa.

Infine, scegliamo tre tonalità di ombretto: la prima deve essere chiara, la seconda di tonalità media e la terza scura. Per un makeup neutro, è importante scegliere tre sfumature della stessa tinta (ad esempio beige, marrone chiaro e marrone scuro).

La tonalità più chiara si applica sull’arcata sopracciliare, appena al di sotto delle sopracciglia; la tonalità media va usata sulla palpebra superiore e su quella mobile, soprattutto verso l’angolo esterno dell’occhio. Infine, la tonalità scura si usa per delineare l’occhio o sulla palpebra mobile per uno sguardo più profondo.

Nel video viene proposto un trucco leggero, adatto a tutti i giorni, dove l’ombretto chiaro viene applicato anche sulla palpebra mobile mentre l’ombretto scuro serve solo per tracciare il contorno occhi. Vediamo insieme quali step bisogna seguire per ottenere questo look.

Prelevate l’ombretto in polvere chiaro con il pennello da occhi, e battete il manico sulla confezione per eliminare il prodotto in eccesso. Poi, con movimenti leggeri e rapidi, applicate l’ombretto sulla palpebra mobile e al di sotto dell’arcata sopraccigliare.

Ora prelevate l’ombretto della tonalità media e realizzate un’ombreggiatura sulla palpebra mobile e su quella superiore, disegnando un piccolo sbuffo verso l’esterno dell’occhio nella piega palpebrale. Utilizzando nuovamente l’ombretto chiaro, riempite la palpebra mobile sfumando la tonalità chiara e scura.

Infine, usate l’ombretto scuro e applicatelo con un pennellino sottile da eyeliner sul contorno occhi, sopra e sotto, in modo da dare profondità allo sguardo. Sfumate il tratto con l’altro pennello o con una spugnetta e completate il look con il mascara: ecco fatto!